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domenica 12 novembre 2017

Gudu’s Pura Vida Experience – Part three: di vegetazione e nebbia

Tratto da www.travelgudu.wordpress.com, il blog di Viaggio scritto a 4 mani da me e la Virgi.

Con le scarpe ancora infangate dal Cerro Chato, il nuovo giorno ci riporta in auto a precorrere i poco più di 100 km che ci separano da Monteverde. O per meglio dire dal “Bosque Nuboso Monteverde”. Non so cosa stia capitando nella vostra testa, ma bosque nuboso nella nostra di testa accende immediatamente l’immagine della foresta tropicale, quella con le liane, magari pure con Tarzan.


In effetti, il Bosque Nuboso Monteverde è proprio così: un intrico verde alto decine di metri, aggrovigliato, ombroso, e l’umidità che trasuda dagli alberi è tale da creare una perenne nebbiolina. Per contro, la temperatura non è troppo alta. Grazie all’ombra, alla frescura e all’altitudine (si raggiungono i 1460 m), la temperatura è tra il gradevole diurno e il frizzantino serale/mattutino.
Abbiamo dedicato all’esplorazione del parco un pomeriggio, un giorno ed una notte. Purtroppo, a causa delle piogge alcuni sentieri non erano agibili, ma noi naturalmente non ci siamo lasciati scoraggiare. Muniti delle preziosissime mantelline (NB. se programmate un viaggio in Costa Rica non potrete farne a meno), ci siamo lanciati nel verde. La vegetazione è straordinaria e avvolge ogni cosa; abbiamo avvistato scimmie e uccelli, non molti perché come già detto la stagione non è la più indicata e tra l’altro ci vuole un occhio d’aquila per scovare quelle matasse di pelo/piume nel verde.
Poco fuori dal parco, c’è un bar-ristorante che ha appeso agli alberi delle mangiatoie e degli abbeveratoi per i colibrì: è davvero uno spettacolo. Volano a pochi centimetri dagli spettatori, veloci come saette, volano, bevono, litigano e spariscono per tornare un istante dopo.
Il Parco organizza escursioni notturne guidate per avvistare la fauna che di notte popola la foresta nebulare. Noi ovviamente abbiamo partecipato, avvistando svariati insetti, ragni (scoprendo che le tarantole sono animali indifesi e sfigatissimi: esiste un tipo di vespa che l’attira fuori dalla tana, la paralizza pungedola e infine depone all’interno del ventre della tarantola un uovo; la larva crescerà mangiando a poco a poco il ragno ancora vivo, finché non sarà pronta per la metamorfosi… terrificante) e pipistrelli. A questo punto probabilmente dovete sapere che i pipistrelli sono animali per noi amatissimi e quindi – pur non avendo avvistato anfibi né il giaguaro – siamo stati ampiamente ripagati. I pipistrelli sfruttano di notte gli stessi abbeveratoi usati dai colibrì, offrendo uno spettacolo ancora più magico seduto nell’oscurità della foresta. Sì, perché se la foresta è piuttosto ombrosa già durante il giorno, di notte il buio è buio per davvero. Spegnere le torce e restare in ascolto di un rumore prodotto da non si sa quale animale nella foresta è allo stesso tempo un brivido di curiosità e di paura.




A Monteverde il suolo è (anche) ricco di piantagioni di caffè; noi siamo capitati alla Finca La Bella Tica, dove siamo stati accolti inattesi da una ragazza e una signora anziana piuttosto stupite di vederci, tra un temporale e l’altro. Abbiamo acquistato caffè da riportare a tutti i caffeinomani italiani – prima tra tutti la sottoscritta. Abbiamo “bevuto” Costa Rica per settimane a casa, ogni tazzina colma di ricordi e di un pizzico di nostalgia.
La ciliegina sulla torta della nostra permanenza a Monteverde è stato, senza dubbio, il Trapp Family Lodge, un lodge di montagna confortevole e accogliente, dove sorseggiare gin tonic mentre “fuori il vento flagella alberi e bradipi”.
:::::::Info pratiche:::::::
Zona: provincia di Puntarenas
Lodge: Trapp Family Lodge
Attività:
Escursione al Bosque Nuboso Monteverde. Fatto in lungo e largo. Voto 8/10
Stare in mezzo a decine di colibrì pazzi. Fatto. Voto 9/10.
Stare al buio in mezzo a decine di pipistrelli pazzi. Fatto. Voto 10/10
Gin Tonic vista foresta. Fatto. Voto: 9/10
Cena con odiatissima musica latin-jazz. Fatto. Voto: 3/10
Guidare ancora come pazzi il fuoristrada su sterrato. Fatto. Voto: 9/10
Parlare dei massimi sistemi con una tarantola dopo averla stanata con un rametto. Fatto. Voto 8/10. Tarantola mediamente scazzata.
Indice di fastidio umanità: 1 JarJar. Record in positivo.
Indice di fastidio fauna: 1 JarJar. Adorabile fauna.
Indice di piovosità: 5 Giuliacci. Pioggia, vento, pioggia, vento, …
Indice di fatica: 0,2 Cherro Chato.





venerdì 21 luglio 2017

Gudu’s Pura Vida Experience – part one: di carapaci e sabbia

A partire da oggi, i resoconti di viaggio miei della Virgi saranno pubblicati su questo blog:

Travel Gudu Blog
Io mi limiterò a copiarli anche qui per tenerne traccia.

Invece io miei pensieri e le mie recensioni continuerò ovviamente a pubblicarle qui. Ma bando alle ciance. In questo posto si parla del nostro viaggio in Costarica.

Da qualche parte bisogna pur iniziare. E dopo aver a lungo elucubrato, abbiamo deciso per il Costa Rica. Parliamo di appena un anno fa. Parliamo di un viaggio avventuroso, vario, dinamico, intenso, umido, gastronomicamente monotono, kilometrico. Partiamo subito specificando una cosa: agosto NON è il mese giusto per andarci. Pioverà a dirotto almeno (NB almeno) una volta al giorno. Il clima rende meno probabili gli avvistamenti di animali. Ma: è la stagione della nidificazione delle tartarughe versi sulla costa orientale. Anche solo per quello, a nostro avviso, ne vale la pena.

Il nostro viaggio è iniziato con un assurdamente lungo e frammentario volo aereo, che, tramite Francoforte e Panama, dopo circa 15 ore spese in aria e circa 6 spese in aeroporto, ci ha portati ad atterrare San Josè. Il viaggio è stato organizzato tramite l’agenzia di colei che oramai è un’amica, Zalun Viaggi, e tramite il tour operator Etnia Viaggi.
Dopo un primo pernottamento a San Josè, la mattina successiva ci hanno caricati su un pullman per portarci a Tortuguero.
Un pullman.
Pieno. Zeppo. Di. Turisti.
Bastasse quello. No, invece. Un cordiale spumeggiante amigo con un microfono che, al ritmo di “So my friends…” ha scandito ogni minuto dell’interminabile trasferimento fino alla spiaggia, dove finalmente ci siamo imbarcati per raggiungere il lodge nel cuore dei canali del Parque Nacional Tortuguero.



L’Evergreen Lodge sta proprio sulle rive dei canali di Tortuguero, con tanti piccoli bungalow in mezzo alla foresta, con percorsi sospesi su passerelle di legno. Anche qui, un sacco di turisti, purtroppo. Le attività nel lodge erano sostanzialmente organizzate a gruppi: escursioni a piedi, escursioni in barca, visita al villaggio di Tortuguero; e poi attività facoltative, tipo il canopy tour (ovvero percorsi sugli alberi, con liane e piattaforme, sospesi a parecchi a metri di altezza – insomma, ad altezza bradipo), il noleggio di canoe, e ultimo ma non ultimo: l’escursione notturna per assistere alla deposizione delle uova delle tartarughe.

Partiamo che è già buio, con la barca raggiungiamo il villaggio di Tortuguero e da lì, a piedi, al buio, la strada illuminata dalle torce elettriche, ci avviciniamo alla spiaggia.
I rangers vanno in avanscoperta e ci fanno accedere alla spiaggia solo quando la tartaruga ha ormai raggiunto la posizione prescelta (assolutamente non bisogna trovarsi tra mare+tartaruga e futuro nido per non scoraggiare la testuggine). Ci avviciniamo piano, in silenzio, camminando nella luce rossa della torcia del ranger. Ad un certo punto, è lì, a pochi centimetri da noi: un grosso guscio nella sabbia scura, con le pinne scava e scava, fino a che è soddisfatta. E allora depone le uova, decine e decine. E noi lì, così vicini da poterla toccare. E mentre siamo incantati ad osservare la meraviglia della natura, ecco che un’altra tartaruga di cui non ci eravamo accorti sbuca fuori da un anfratto. E’ incredibile. Ci accovacciamo lì accanto. Indescrivibile. Poi il lento e stanco ritorno al mare, le tracce pesanti sulla sabbia, le onde che lambiscono il carapace fino a trascinarlo con sé.

Se un’esperienza vale un viaggio, questa sicuramente lo è valso.



La natura a Tortuguero è rigogliosa e prepotente. La mattina le scimmie ci svegliano lanciando qualcosa (frutti? escrementi? in fondo non vogliamo saperlo) sul tetto della nostra capanna. Granchi incredibilmente blu e arancioni brulicano nella palude. Per non parlare degli anfibi e degli uccelli. Noi partecipiamo alle attività organizzate, che per la verità ci piacciono e non ci piacciono (siamo orsi, in fondo), e poi decidiamo di inoltrarci nella foresta per conto nostro. Proprio al fondo della passerella che porta al nostro bungalow, inizia un percorso a piedi e noi, muniti di stivali partiamo. Ovviamente piove. Un cane un po’ vecchiotto, custode del lodge e degli ospiti, ci accompagna. Pare di essere in una scena di Jurassic Park, ve lo ricordate? Pioggia e vegetazione e fango ovunque; due figure con stivali e mantelline che goffamente si fanno strada nell’ignoto. Spavaldi, coraggiosi.
Anche se, a dire il vero, il nostro “coraggio” è stato presto mutilato e, col fango ed il pantano che tentavano di risucchiare i nostri stivali, in mezzo a ponticelli di legno marci, siamo stati costretti a ritornare alla base.







A Tortuguero ci siamo fermati per tre notti, al termine delle quali siamo (purtroppo) risaliti sul popolosissimo pullman cullati da “So my friends”, diretti a Guapiles dove – finalmente – è iniziata la nostra avventura in solitaria.

:::::::Info pratiche:::::::

Zona: Costa Orientale
Lodge: Evergreen
Attività:
Safari fotografico a piedi. Fatto. Voto:5/10
Safari in barca all’alba. Fatto. Voto: 6/10
Canopy tour. Fatto. Voto: 6,5/10
Visita del villaggio di Tortuguero. Fatto. Voto: 4/10
(breve) Safari in solitaria sotto la pioggia stile Jurassic Park. Fatto. Voto: 7/10
Noleggio canoa. Non fatto.
Turtle nesting. Fatto. Voto: 10/10.
Indice di fastidio umanità: 7 JarJar.
Indice di fastidio fauna: 3 JarJar (ste scimmie mattiniere un po’ rompevano).
Indice di piovosità: 5 Giuliacci.